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Maradona, Pelé, Van Basten... Libetta

Scritto da Administrator
Martedì 01 Luglio 2008 08:21
Matteo Luigi Piricò - Il giornale di Sondrio - 23 gennaio 2000
 
...a mio avviso le doti più strabilianti di Libetta riguardano il controllo del suono e dell'affondo al tasto, la varietà dei colori e delle modalità di attacco. Non c'è un passaggio, una nota, una sfumatura che esca dai binari di un preciso percorso sonoro, di un riconoscibile pensiero timbrico. La differenza abissale che separa il "Totentanz" lisztiano dalla "Valse" di Ravel, nell'universo di Libetta, non sta tanto nello stile o nel materiale compositivo radicalmente differente, quanto in due ambientazioni sonore percettivamente inconciliabili, contapposte non solo per quanto riguarda una generale atmosfera timbrica (sarebbe normalmente auspicabile), ma per via di una metamorfosi quasi totale dell'attacco, del peso, dello scatto. E' come se un calciatore, oltre a saper interpretare tecnicamente ogni diversa situazione di giuoco, sapesse emulare a piacere i colpi di un Maradona, di un Pelè o di un Van Basten. Ai poderosi rintocchi del "Totentanz", con le sue fragorose scariche sonore, i suoi possenti squilli, rispondono i tocchi carezzevoli della valse, con la sua evanescente vaporosità, che trova il suo più fulgido esempio in quei glissati alla mano destra delicatamente sussurrati (..) Musicista completo ed anche raffinato... Il pubblico prova spesso un brivido, quando si trova al cospetto di questi personaggi.
Ultimo aggiornamento ( Martedì 01 Luglio 2008 09:03 )