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Dal Salento agli USA: Libetta come Schipa

Scritto da Administrator
Martedì 01 Luglio 2008 08:31
Daniela Pastore - La Gazzetta del Mezzogiorno - 10 Luglio 2003
 
Si esercita quattro ore al giorno da quando aveva cinque anni, ma pensa alla musica in ogni istante. Francesco Libetta, salentino doc, presenta con orgoglio nella sua Lecce il "Piano festival" che a Miami lo ha acclamato come un nuovo vate mondiale della tastiera.
"Che emozione portare qui questa grande manifestazione", confessa. "Fin da piccolo ho sempre sentito raccontare, da nonni e prozii, delle mitiche stagioni liriche per le quali Tito Schipa invitava i suoi illustri colleghi a Lecce, negli anni Trenta. Ricordi che mi hanno fatto vivere l'organizzazione dell'evento con un'emozione particolare".
Racconta della sua prima volta a Miami, della magia nell'assaporare l'american dream, il sogno americano, i grandi teatri, il pubblico. Spiega come è cominciato. "Una sera sono tornato a casa e ho trovato 18 messaggi nella segreteria telefonica. Erano tutti di Giselle Brodsky: mi aveva sentito in una registrazione avuta per caso da amici giapponesi e mi voleva a tutti i costi al Miami Festival". Invito che il giovane pianista e compositore accoglie in un lampo. "Sentivo che era un'occasione importante. Per noi pianisti l'unico modo per essere conosciuti è partecipare ai concerti. Per gli altri generi musicali la diffusione avviene tramite dischi, radio, Internet. Uno ascolta il cd di Giorgia e poi, quando ha l'occasione, va a un suo concerto. Per noi invece è l'opposto: il pubblico ci conosce dal vivo e poi magari compra un nostro disco."

Un pianista classico può trarre ispirazione anche da altri generi: pop, rock, jazz?
"Io tendo ad essere selettivo perché ho affinato l'orecchio a cogliere la densità enorme dei messaggi della musica classica. In un brano di Mozart, ad esempio, ogni secondo si possono seguire almeno quattro livelli: forma, armonia, ritmo, sviluppo tematico. La musica pop, invece, ha una struttura molto più semplice: melodia e ritornello. Per l'orecchio affinato di un musicista classico è un ascolto meno stimolante."
Ultimo aggiornamento ( Martedì 01 Luglio 2008 09:02 )